Un film all'anno di #StarWars e altrettanti targati #Marvel. La #Disney ha messo in moto un motore cinefilo enorme e assai preoccupante, dal mio punto di vista. Capisco la programmazione, perché bisogna ben organizzarsi prima di mettere sul piatto qualcosa di concreto, ma qui stiamo parlando di una sola ed unica grande mossa di franchising, un'enorme macchina monetizzata che gioca sui vecchi successi e li sintetizza e scandaglia nel corso del tempo. Ma mi chiedo, dov'è finita l'idea, la spontaneità artistica, il tempo creativo?
Oramai si può prevedere l'uscita di un film anche con cinque anni d'anticipo, perché le produzioni vedono le nuove generazioni che si gasano potendo essere un po' come quelli che li hanno preceduti. Lo Star Wars di adesso, non è lo Star Wars di #GeorgeLucas delle origini, ma tutt'altro e per gli amanti del genere è evidente se non palese che la saga doveva avere il suo "The End". Capisco Marvel, perché il suo mondo è vastissimo e ci sono eroi che, a livello cinematografico, non sono stati molto approfonditi e quindi si sta creando un filone odierno per quell'emisfero, con risultati buoni tutto sommato.
La mia paura è che, come oramai siamo abituati, ci si metta in testa di fare "film a scadenza", ovvero ordino un prodotto ed entro un determinato arco di tempo, quel prodotto, mi deve arrivare. Registi e compagnia saranno pressati entro determinati tempi, quindi mi preoccupa l'abbassamento qualitativo che ne potrebbe derivare. Paura più grande è il fatto che si facciano film solo per accelerare ancora di più quella macchina monetizzata, piuttosto che creare vero cinema, sfruttando la grande fama che sia le storie, sia le case produttrici hanno.
Film per un puro "divertissement" li potremmo definire e dato che nell'articolo è detto che si faranno film finché gli spettatori compreranno i biglietti, questa cosa mi intristisce molto. Nella storia del cinema, ci sono pellicole meravigliose, ma che non hanno sfondato al botteghino. Quindi, traducendo, facciamo solamente i film che ci fanno incassare. Questo è ribadisco un enorme mossa di franchising, non è, a mia opinione, l'idea corretta per mettersi a fare cinema.

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