mercoledì 11 novembre 2015

L’invenzione del “cinematografo” – Un salto nella storia del “pre-cinema”

Tipicamente si pensa che il cinema sia germogliato alla luce della prima proiezione pubblica del Cinématographe di Louis e Auguste Lumière (i fratelli Lumière), avvenuta il 28 dicembre 1895 a Parigi, esattamente al 14, Boulevard des Capucines, nel Salon Indien del Grand Café. Effettivamente quello fu un evento che susscitò grande estasi e meraviglia nei primi spettatori che vi assistettero e diede nel corso del tempo l’input allo sviluppo ed alla crescita del cinema nella prospettiva globale sia delle scienze umane che della storia dell’arte. Ma tale non sarebbe stato il successo se non grazie a quello che gli studiosi chiamiamo il “pre-cinema”. In effetti il cinematografo non è un invezione avvenuta tutta d’un pezzo, ma la sintesi di diverse tecnologie e di svariati brevetti scientifici. Se volessimo proprio tornare indietro nel tempo per arrivare ad una prima ed antica idea di quello che oggi noi chiamiamo “cinema”, potremmo fare riferimento al “Mito della Caverna” di Platone contenuto nel Libro VII della Repubblica, in cui degli uomini si ritrovano a fissare su uno schermo delle ombre proiettate da degli oggetti in movimento alle loro spalle. Platone aveva già anticipato inconsapevolmente con questa rappresentazione due caratteristiche del cinema: l’immagine e il movimento. Inoltre è pazzesco pensare che il filosofo potesse aver anticipato inoltre anche il sonoro, in quanto le persone che fissano lo schermo sentono ciò che i portatori dietro di loro dicono, ma credono che in realtà siano le ombre a produrre il suono.
Il primo e reale inizio dell’idea del cinematografo, però, risale intorno al XI° secolo, grazie all’opera di un fisico arabo di nome Al-Hazen, il quale descrive la camera oscura, ovvero una stanza totalmente al buio in cui vi era solamente un piccolo spiraglio di luce che affiora da una fessura appositamente predisposta, dalla quale passava e veniva proiettare nella stanza le ombre di un danzatore che si muove all’esterno della camera. Questa rudimentale struttura sarà poi perfezionata da Leonardo Da Vinci, il quale ridurrà la stanza in una “scatola nera”, applicando sulla fessura una lente convessa che renderà le immagini più nitide, anche se capovolte, e fissate per qualche momento da polvere d’argento. Sarà l’utilizzo di uno specchio a raddrizzare l’immagine.Altra “magia” è realizzata da uno scienziato olandese di nome Christiaan Huygens nel XV° secolo. Egli crea, per l’appunto, la Lanterna Magica, un antico parente del proiettore cinematografico. Questo apparecchio si serviva di una semplice lente e di una fonte di luce ricavata dal fuoco di una candela, la quale serviva per proiettare delle immagi
Tra il 1822 e il 1824, Joseph Niceforo Niepce inventa la fotografia, individuando una sostanza chimica capace di fissare le prime immagini dopo otto ore di posa in pieno sole. Sarà grazie all’invenzione di un gioco, il Fenachistoscopio, di Joseph Plateau, che avverà la sintesi artificiale del movimento, creando così la “persistenza retinica”, già ipotizzata da Tolomeo, la quale consiste nella capacità dell’occhio umano di trattenere un’immagine per un brevissimo lasso di tempo, quando questa è già scomparsa.
Sempre grazie ad un gioco, il Prassinoscopio, basato sullo stesso di Plateau, il francese Emile Reynaud riuscirà a realizzare un primo apparecchio in grado di assicurare proiezioni animate (pantomine) luminose e, montando le immagini in sequenza, a ottenere un “film” messo in scena per più di 10.000 rappresentazioni nel suo Teatro Ottico, grazie anche alla sua capacità di mettere a punto un vero e proprio proiettore.
Nel 1878, negli Stati Uniti, il fotografo Edward Muybridge riesce a registrare il movimento di un cavallo al galoppo, attraverso un meccanismo di fili tesi che il cavallo stesso, muovendosi, faceva scattare. Tale sistema verrà poi perfezionato dal fisiologo Entienne Jules Marey che, nel 1882, inventa il “fucile cronoforografico” che registrava ben dodici immagini su una lastra circolare, e nel 1888 il Cronofotografo, utilizzando una banda mobile di pellicola. Sono i primi passi di avvio verso la creazione della pellicola cinematografica.  Saranno i fratelli Lumière a riuscire a dare fluidità e regolarità all’immagine, grazie alla perforazione a croce di Malta della pellicola, che renderà possibile la ripresa e la proiezione di 16 fotogrammi al secondo.
Sarà Thomas Edison a raggiungere i risultati più clamorosi, anche attraverso l’acquisto dell’invenzione di George Eastman: la Kodak, parente stretto delle cineprese. Sul piano tecnico il cinema c’è e il 6 ottobre 1889 ha luogo la prima proiezione di un film. Sarà grazie al brevetto del Kinetoscopio continuo che i fratelli Lumière potranno ideare il Cinematografo che sarà l’unica macchina in grado di garantire la perfetta riproduzione del movimento.

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